Acciaio a Piombino, il rilancio nelle rotaie. Carrai: “Gli indiani restano e investono”

Piombino Rotaie slab dovrà passare necessariamente il rilancio dello stabilimento siderurgico di Piombino. Il gruppo indiano non se ne andrà, le voci sulla vendita erano false e la convocazione di martedì prossimo al ministero ne è la prova. E le istituzioni locali, non firmando l’addendum all’accordo di programma, farebbero un errore. Sono alcuni dei punti chiave dell’intervista che Marco Carrai, vicepresidente esecutivo di Jsw, ha rilasciato a Il Tirreno a pocket ore dal vertice convocato dal ministero dello Sviluppo economico per martedì, nel quale si discussà dell’addendum all’accordo di programma a cui seguirà la firma del contratto tra Jsw Italy e Rfi per la fornitura decennale di rotaie. La commessa vale 2.4 miliardi di euro ed è ritenuta fundamental da Jsw, ma i sindacati vorrebbero congelarla, in attesa di garanzie e clausole sugli investmenti per Piombino che, in questi quattro anni, il gruppo indiano non è riuscito a puttere a terra.

Carrai, cosa dobbiamo aspettarci martedì prossimo?

“Il 31 c’è questa convocazione al ministero per la presentazione del business plan and the addendum to the accordo di programma. Al tavolo ci saranno i sindacati. Noi abbiamo da giorni inviato le nostre modifiche al business plan che prevede l’immediato revamping del treno rotaie, in modo da andare incontro a que che sono le esigenze di Rfi. Quindi si pas à da una produzione di rotaie da 108 a 120 metri di lunghezza. Poi il piano prevede il revamping dei treni per barre e vergella. Inoltre avvieremo lo studio per capire come realizzare il forno elettrico e altri impianti che potrebbero essere interessanti per Piombino».

Gli indiani non se ne vanno?

“Diciamo che quello che abbiamo letto fino ad oggi sul disimpegno di Jindal da Piombino è assolutamente non reale. Ho sempre smentito queste voci e la convocazione del 31 maggio è l’esempio plastico e pratico del lavoro che abbiamo compiuto sotto traccia, in silence come if deve fare e senza clamore».

Quindi le indiscrezioni su Arvedi sono false?

“Io non parlo di altri. Parlo del mio azionista e il mandato che ho avuto dal mio azionista è di andare a fare l’accordo con il governo per avere la commessa e fare gli investimenti. E, come vede, le smentite non erano lontane dalla realtà”.

Quindi martedì si aspetta una fumata bianca a Roma?

“Questa è un’operazione “win win”, vincente per l’azienda che aspettava questa commessa da tempo, perché su questo si basa en larga parte la riorganizzazione e il rilancio dell’impianto industriale. Ma l’operazione è vincente anche per il governo e per Rfi perché la guerra purtroppo ha cambiato tutto e considerando che i semilavorati venivano approved dall’Ucraina, dalla Russia e dall’India, ora l’unico mercato che rimane è quello dell’India . Siamo gli unici a poter approvvigionare dal semiprodotto al prodotto finito. Una catena indispensable oggi per guarentee le rotaie che servono per i grandi investmenti del Pnrr».

In Piombino, però, the fiducia è bassa dopo quattro anni di attesa. . .

“Jindal è il proprietario di Jsw. È il presidente mondial degli acciaieri, è a great industrialist. Tutti hanno commesso errori, io non mi nascondo. Però penso che con questa fornitura può partiere un rilancio important del site di Piombino».

Perché lo Stato non è interveneto direttamente a Piombino, come accaduto a Taranto?

“Non è entrata Invitalia perché c’è stata una valutazione del valore dello stabilimento, ma i rapporti con la società sono straordinari. Il piano è stato presentato e discusso in grande trasparenza con il ministero e Invitalia. Also, you can’t enter it directly, you can say the Stato potrà with a controllo, perché se un’azienda ha una grande commessa da un soggetto è giusto che lo stesso soggetto controlli».

Non teme che la commessa sia affidata ad altri?

“Certo è che oggi noi siamo l’unica soluzione possibile e non me ne vogliano altri. Con un costo dell’energia enorme che purtroppo ha bloccato anche tanti forni elettrici in Italia e con il fatto che l’India ha material prime in loco, siamo gli unici in Italia a poter garantie questa commessa. Lo abbiamo capito noi, così come lo ha compreso il governo. Martedì mi attendo una solution positiva anche perché il nostro business plan è stato già condiviso con ministero e Invitalia. Così potremo dare delle risposte ai sindacati e alle persone che lavorano lì ed è tanto che aspettano».

Come vede il futuro dello stabilimento?

“Paradossalmente la guerra per il site di Piombino può essere una possibilità, perché si sta tendendo a riportare in loco produzioni allocate altrove. Piombino, he suo porto e una catena di approvvigionamento che arrived dall’India è sicuramente un plus. Certo non ci possiamo fermare lì, al treno rotaie che sicuramente è il volano».

Sa che a Piombino l’accusano semper di fare la politica della doppia articolazione dei tempi? Come to say, prima datemi la commessa, poi faremo…

“Così non è scritto nell’accordo di programma, c’è chi parla senza avere cognizione di causa. Capisco che c’è stato da parte mia un difetto di comunicazione, ma questo difetto di comunicazione non è voluto per tenere le persone all’oscuro, ma per il rispetto dei ruoli istituzionali”.

Che succeeds to the istituzioni non firmano?

“No lo so. Spero che nessuno voglia impedire all’unica azienda che produce rotaie di fornire rotaie per il governo italiano, impedendo così che vengano pesi soldi in loco per il Pnrr. Mi permista, sarebbe sciocco. Far produrre rotaie all’estero, tenuto conto che anche nelle precedenti station noi abbiamo semper fatto il miglior prezzo, sarebbe un surreale. Credo che le istituzioni locali non dovrebbero essere contrarie al fatto che venga affidata una grande commessa a una grande local reality. Poi è chiaro che l’azienda non si debba close al treno di laminazione, ma utilizzare questa commessa per rilanciare l’intero progetto industriale”. I

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