Criptovalute sovrane: le 3 sfide per le Central Digital Currencies

Adriano Gerardelli di Minsait spiega quali siano le sfide chiave per lo sviluppo delle criptovalute sovrane. Regulatori, settore finanziario e aziende tecnologiche devono collaborare.

La fase di crisi che il mondo delle criptovalute sta attraversando, dal crollo dell’ecosistema Terra al “bear market”, ha riportato l’attention sul la necessità da parte delle banche centrali di emettere strumenti finanziari digitali, ma sottoposti a norme e vigilance, che possano andare a insertirsi in questo settore in continua ascesa.

Secondo un’analisi della società finanziaria Morningstar, infatti, nel 2021 il valore di mercato complessivo delle criptovalute è passato da 965 miliardi di dollari a 2.6 trilioni. Oggi la capitalizzazione, stando ai dati condivisi da CoinMarketCapif aggira intorno 900 miliardi di dollari.

Questo calo rispetto a fine 2021 è stato principalmente cause da due fattori: la fase ciclica ribassista e pessimista del mercato nella quale ci troviamo, il cosiddetto “bear market”, nel quale si registra una diminution delle attività finanziarie, e il crollo dell’ecosistema Terra in seguito al depeg (scostamento dal valore di 1$) della stablecoin algoritmica UST, che ha cause il crollo a zero di un progetto da decine di miliardi di dollari, gettando sfiducia su tutto il settore della finanza decentralizzata e, più in generale, only cryptovalute.

Appare necessario, in questo scenario, un intervento normativo sotto più fronti: (i) regolamentando gli operatori del settore, e questo sta già avvenendo in Italia con l’iscrizione all’Organismo degli Agenti e Mediatori (OAM) delle principali società di scambio di criptovalute; (ii) definendo un chiaro quadro normativo sulla dichiarazione e tassazione degli asset digitali such as cryptovalute and Non Fungile Tokens (NFT); (iii) introducendo asset finanziari digitali sottoposti a norm e vigilance like the cosiddette criptovalute sovrane.

Infatti, recently, Fabio Panetta, member of the Comitato Esecutivo of the Banca Centrale Europea è tornato a parlare dell’euro digital, una Central Bank Digital Currency (CBDC) emessa dalla ECB e complementare alla moneta tradizionale, sicura e priva di rischi di liquidity, e di come questa possa diventare una realtà entro il 2026.

In questa phase le instituting stanno ancora attraversando une periodo di studio e progettazione, ma questa rappresenta una crucial phase. If tratta del momento decisivo che determinerà quale sarà il volto dell’euro digital, su quale tecnologia sarà basato e come sarà integrato nella vita di tutti i giorni. The CBDC, infatti, rappresentano una tendenza inevitabile, sono destinate a diffondersi sur scala global, a rivoluzionare il modo di fare pagamenti e, probabilimente, di intendere il denaro.

Ma ci sono quattro sfide chiave per lo sviluppo delle criptovalute sovrane: (i) scalability of the infrastructure necessary for digital value; (ii) capacità tecnologica di gestire un numero ingente di transazioni in tempi ridotti; (iii) resilienza ad attacchi informatici e disastri naturali; (iv) sostenibilità energetica.

Per affrontare con successo queste sfide sarà necessaria la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti nello sviluppo e nell’implementazione delle Central Bank Digital Currencies: i regolatori, il settore finanziario e le aziende tecnologiche.

Bisogna inoltre fare attenzione ad alcuni aspetti critici ai quali le valute digitali centrali possono andare incontro. Infatti, non tutte le CBDC avranno lo stesso successo e grado di adozione, ma ci saranno vaute digitali più utilizzate rispetto ad altre, in base a come queste saranno progettate. Fattori tecnologici comme semplicità di utilizzo, velocità, fees per le transazioni, sicurezza, privacy, sostenibilità energetica, numero di “token” disponibili, tra gli altri, saranno fundamentali nel decretare quali CBDC avranno la meglio rispetto alle altre.

said Adriano Gerardelli, Head of Financial Services at Minsait in Italy

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