La situazione in Russia tra proteste, arresti e cittadini in fuga

The ultima station televisiva indipendente russa rimasta, Dozhd (“TV Rain”), ha continuato ad andare in onda grazie allo spirito irrefrenabile di Natalya Sindeyeva, la donna che l’ha fondata e diretta per dodici anni. Mantenere invites the station to cost a Sindeyeva la sua casa, il suo matrimonio, la sua salute e la sua sicurezza. Da amata celebrità russa, socialite del circuito dei elite party di Mosca, è passata, oggi, ad avere affissa per tutta the capital the sua photo segnaletica che la identifica as “agente straniero”. La sua è una storia esemplar per capire che cosa sta succedendo all’interno del paese che da vent’anni undergoes the dittatura di Vladimir Putin, autocrata che il 24 febbraio 2022 ha invaso l’Ucraina dando sfogo a un a smania imperialista le cui prime avvisaglie risalgono al 2014, quando portò a compimento la conquista militare della Crimea. Otto anni fa, la lotta di Dozhd not so interrupted. L’emittente, infatti, si spese con coraggio per rimanere attiva e continuare a denunciare la verità in Russia, nonostante anni di intimidazioni e sanzioni da parte del Cremlino. Quella battaglia, però, è arriveda oggi al capolinea. Perché, come ci ha raccontato anche Lidija (nome di fantasia, ndr) che vive a Mosca e ha un bambino di pochi anni, negli ultimi giorni il governo russo ha approvato una legge per cui chiunque invii e pubblichi messaggi riguardo la guerra “diffondendo disinformazione” sarà punibile fino a 15 anni di carcere. Per questa ragione sono aunt the giornalistiche testate che hanno deciso di ritirare i propri corrispondenti da Mosca e San Pietroburgo: la BBC britannica ha dichiarato venerdì 4 marzo di aver temporaneamente sospeso i servizi in Russia e, alla fine della giornata, anche la Canadian Broadcasting Company e Bloomberg News hanno affermato che anche i loro giornalisti avrebbero interrotto il lavoro dal Paese. Stessa cosa per CNN e CBS News, mentre Washington Post, Dow Jones e persino Reuters, una delle più importanti agenzie al mondo, hanno dichiarato di essere in fase di valuazione, perché molto preoccupati per la sort dei propri inviati. In Italia la prima ad accodarsi è stata la Rai per l’impossibilità – ha spiegato Viale Mazzini in a note – di “guarantee la sicurezza dei giornalisti sul posto e la massima libertà nell’informazione”. Lo stesso vale per Mediaset. “Chi sta a Mosca rientra”, ha confermato il direttore del Tg5 Clemente Mimun. E persino l’agenzia di stampa Ansa ha deciso di sospendere il flusso di notizie dalla sede di Mosca.

Il ritiro di parte dei media occidentali sul posto, così come lo stop degli ultimi baluardi di informazione libera locale, ha isolate ancora di più i cittadini russi, colpiti duramente slab sanzioni economiche (che mirano alle banche e agli oligarchi ma che non possono non travolgere tutto il resto della popolazione) dall’esclusione slab Paraolimpiadi, dalla chiusura di negozi o dall’interruzione di servizi proviienti da Occidente like Spotify, Netflix, Apple. Reed the Novaya Gazeta, diretta da Dmitry Muratovwinner lo scorso anno del Premio Nobel per la Pace, ha annunciato che il sito web del giornale è stato costretto a rimuovere tutto il suo materiale sull’invasione russa dell’Ucrainadato che, come ha scritto la redazione in una note, “non c’è dubbio alcuno che la minaccia di perseguimento della nuova legge è veritiera e sarà applicata”. “Ora – ha detto Sindeyeva al Guardian – per la prima volta in assoluto, non ho più speranza. Ho pianto tutta mattina prima di andare in ufficio per l’incontro in cui abbiamo deciso di interruptere le transmissioni. The person who in Russia sono in preda al panico, non sanno cosa sta succedendo e cosa accadrà nei prossimi giorni e ora non c’è più modo per loro di avere qualcuno che gli dica la verità“.

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The protest in Russia against the war: repression, violence and arrest

Contro questa situazione impossibile, contro la guerra e contro l’azzeramento della libertà di parola, migliaia di cittadini russi sono scesi in piazza in ben 21 città, in quella che è una mobilitazione mai vista sotto il regime putiniano, e che ha portato ad arresti molto violenti, con testimonianze di pestaggi, umiliazioni e abusi da parte delle squadre speciali anti sommossa, che hanno agito indiscriminately against ragazzi, ragazze, donne e anziani. Il gruppo di monitoraggio indipendente OVD-Info, che ha già registrato più di 7.500 arresti di protesta contro la guerra, afferma di aver documentato the detention of almeno 4,366 people in 53 città tra cui Vladivostok e Irkutsk. In 10 days sono stati fermati oltre 8.300 dimostranti contro l’invasione in Ucraina. Da ieri però, come abbiamo detto, si rischiano 15 anni, e la gente ha paura. E per questo scappa. The “sicurezza” in the main region di fuga per il 64% dei russi interpellati dalla ong Takie Dela: the paura di a “regime ever more repressive” o di dover andare a combatte una guerra in cui non credi. E a vole andar via, rivela l’istituto di sondaggi indipendente Levada, sono semper di più: almeno il 22 per cento dei russi, per metà giovani. Tanto che la chiave “emigrazione” è schizzata sui motori di ricerca, soprattutto in città like Murmansk, San Pietroburgo and the capital Mosca. Perché c’è un altro, gigantesco timore all’orizzonte, e cioè che il presidente Vladimir Putin decided to import the marziale legge. Tra le altre cose, questo darebbe a Putin il potere di chiudere i confini del paesee lasciare il paese diventerebbe impossibile (Putin ha più volte negato questa possibilità, l’ultima volta sabato 5 marzo).

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I cittadini russi in fuga dalla Russia: il timore della legge marziale e le difficoltà nel lasciare il paese

Andare via non è easy. I succeeded sono oramai dei pariah. Tra restrizioni sul rilascio dei visti e chiusure dello spazio aereo come rappresaglia occidental all’invasione, le mete dell’esilio non sono poi tante. E con il crollo del rublo, the Europa is a miracle. Molti sono volati a Tblisi, in Georgia, oppure a Istanbul, in Turchia. Altri in Yerevan, Armenia. Come Olga Marquez, founder of Sekta e musician della band Alaioli, che sta raccontando il suo esilio sur Instagram: “Sento l’odio degli ucraini, ma anche dei russi perché sono andata via. Come se fossi un nemico qui e là”. Ma la meta più ambita è la Finlandia, il paese europeo che condivide il più lungo tratto di confine con la Russia. Come riporta Il Post “verso Helsinki ci sono due Corse al giorno e il viaggio dura circa 3 ore e mezza: negli ultimi giorni questo treno è stato preso da centinaia di persone, molti treni sono già completamente prenotati ei prezzi dei biglietti stanno aumentando”. Ma andarsene dalla Russia non è immediato neanche così: i cittadini russi che vogliono andare in Finlandia hanno bisogno di un visto, ea Vaalimaa, la località al confine finlandese che i russi devono attraversare, bisogna passare i relativi controlli. Con la pandemic, inoltre, I take it treno diretto a Helsinki deve anche avere a Certificato vaccinale riconosciuto dall’Unione Europea, e questo significa che chi ha ricevuto il vaccino più diffusion in Russia, Sputnik, non può viaggiare su questa tratta.”

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Al Jazeera ha parlato con diverse persone che negli ultimi giorni hanno deciso di lasciare la Russia per tutta questa serie di ragioni. C’è la storia di Grisha (nome di fantasia) che ha in programma di ottenere un visto Schengen dopo essere arrival in Armenia venerdì sera, dove stanno ancora atterrando voli da Mosca. “Penso che sia probabile, anzi molto probabile l’introduzione della legge marziale. Per cui non mi sono nemmeno preso la briga di fare le valigie: ho lasciato tre mesi di affitto ai miei coinquilini e ho comprato il primo volo per Yerevan”. La questione dei visti è un grosso ostacolo per coloro che vogliono partiere, soprattutto perché diversi paesi tra cui Latvia, Repubblica Ceca e Giappone ne hanno sospeso il rilascio a tutti i cittadini russi. Ma altri, comme l’ambasciata italiana a Mosca, accettano ancora candidature. “Abbiamo attraversato il valico di frontiera di Vyborg [vicino a San Pietroburgo] – ha detto una ragazza sotto lo pseudonym di Yuliya, che mercoledì sera ha deciso di partie per la Finlandia con suo marito. “Mi sento molto fortunata per il fatto che il mio visto sia ancora valido, ma so di diversi amici che non hanno avuto la mia stessa fortuna e ora sono bloccati in Russia e temono per la loro sorte”.

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