La spinta del cloud per un marketing davvero al servizio del cliente

How to render the comunicazioni di marketing davvero “intelligent” in modo da proporre ad esempio un servizio di assistenza all’utente che ha appena acquistato un prodotto e non un’offerta generica o ridondante? È uno dei quesiti che da tempo si pongono i professionisti del settore, nella consapevolezza che internet ha sì consento di targettizzare la comunicazione e misurarne gli effetti meglio dei media tradizionali, ma fin qui non ha consento di rendere la stessa davvero al servizio del cliente.

Oggi abbiamo una risposta grazie all’evoluzione della tecnologia, e in particolare alla combinazione tra cloud computing e intelligenza artificiale”, recounted Andrea Taglioni, partner Ai e Dati di BIP xTech. La multinazionale di consulenza, che conta oltre 4mila professionisti in tredici Paesi, ha da poco organizzato un evento sul tema, intitolato “Google Cloud for Marketing”.

Marco Pesarini, Cloud partner at BIP xTechspiega come è nata the will to deepen: “In a stagione che vede il digital marketing assume a peso crescente nell’approccio verso i clienti abbiamo ritenuto opportuno to deepen the opportunity che nascono dalla capacità di processare enormi quantità di dati e di systematizzarle per consenter strategie quanto più possibile personalizzate”.

It cloud computing, sottolinea Taglioni, “consente di rivedere l’intera architettura dei dati per renderli un patrimonio comune di conoscenza affinché si possa build un percorso cliente davvero incentrato sulle esigenze di quest’ultimo”. Technological evolution that deve fare i conti con quella normativa, orientata alla necessità di tutelare la privacy, senza compromise la possibility – per l’utente – di provide spontaneously informazioni alle aziende con le quali si relaziona per poter ricevere informazioni mirate.

All’incontro hanno preso parte – tra gli altri – Fabio Rizzotto, vice president, head of Research and Consulting at Idc Italiae Davide Sommacampagna, head of partner engineering at Google Cloud Italyche hanno portato le rispettive competenze relative all’analisi di mercato e all’evoluzione tecnologica.

“La scelta di affidarci a Google non è casuale”, recounted Pesarini, “my case from the consapevolezza che the solution offered sono in grado di rispondere alle nostre esigenze di offere un servizio affidabile guaranteed dall’esperienza di Google”. In questo modo, aggiunge l’esperto, si supera la tradizionale differenziazione tra il mondo reale e quello del web, che spesso stentano a dialogare tra loro.

In the world of the banner of the promotion on the web, the customer should be informed and profiled solo for the navigation, with the cookie of the profile, an approach to the normative evolution – uniting the behavior always più informati di noi utenti – tendà a depotenziare. I social possono vantare qualche dato in più per la registrazione che richiedono, ma il distacco permane sostanziale a cause della limitata affidabilità delle informazioni concesse.

I dati di navigazione e di behavior sul web hanno per loro natura tanti limiti, il più grande dei quali è l’essere molto legati al device utilizzato e permettere poco discernimento tra i vari utilizzatori”, sottolinea Pesarini. Ricordando i dispositivi sono spesso condivisi, soprattutto tra membri della stessa famiglia e ognuno di noi spesso naviga con dispositivi diversi. Così if ricevono notizie o informazioni promozionali su prodotti che non interessano all’utilizzatore attuale ma a quello precedente, veicolando di fatto informazioni ritenute poco utili. Per non parlare della quantità di volte in cui si ricevono banner promozionali di prodotti cercati sul web ma già acquistati in negozio, a dimostrazione che non c’è passaggio di informazione tra l’advertising digital e il behavior “analogico”.

Questa disconnessione genera un difetto di comunicazione che è un grosso problema per le aziende, in un mondo in cui buona parte della comunicazione con il cliente (e del marketing) si costruisce sul web. “Per questo servono soluzioni che aiutino a superare questa questa disconnessione e consentano alle aziende di mettere il proprio patrimonio informativo e la propria conoscenza del cliente alla base della comunicazione anche nel web, oltre che soluzioni per collegare l’utente in navigazione con la sua identità di cliente e con i suoi dati, creando una vista unica del cliente che sia effettivamente integrata tra mondo reale e web”, aggiunge Taglioni.

Con queste soluzioni, i banner pubblicitari appaiono solo all’utente davvero interessato e si adattano alle interazioni che ha con l’azienda, rendendo coerente l’advertising con i behaviori nel fisico negozio. Seguendo questo approccio, la comunicazione pubblicitaria può davvero rispondere in tempo reale alle azioni compiute dall’utente e dunque al soddisfacimento di un determinato bisogno nato sul momento. “Pensiamo has a banner on a web site di a daytime information of the availability of a product only negozio di fiducia presso il quale l’ho cercato in precedenza or a banner che mi supporta nella ricerca di una tariffa opportuna circa il servizio su cui mi sto informando in que dato momento”, concludes Taglioni. “Questo tipo di comunicazione è di natura compllessa e sarebbe controproducente se non raggiungesse il cliente interessato. Solo con livelli elevati di efficacia e puntualità sarà activable”.

Stefano Ragno, Partner Digital Transformation Expert di BIP, concludes sottolineando come “questo cambio di marcia nell’adozione di soluzioni che permettono di creare offered personalizzate per i proprietor clienti deve essere accompanies dall’accettazione di queste ultimate all’interno dell’ aziendale ecosystem. Le decisioni delle organizzazioni devono essere prese su phenomeni emergenti e legati al singolo fruitore”.

Per ulteriori informazioni visit the page dedicated to al Google Cloud for Marketing.

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