Un seme di speranza germoglia nell’Artico

A portarlo tra i ghiacci nell’arcipelago artico delle isole Svalbard è l’ambasciatore di Buona volontà del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp), il libanese Michael Haddad, paralizzato a cause di una lesione al midollo spinale, che un anno fa aveva incontrato Papa Francesco

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

A pacchetto containing sementi from 12 Paesi arabi and a book from Papa Francesco titled “Perché avete paura? Non avete ancora fede? È questo il prezioso scrigno che il giovane libanese Michael Haddad, paralizzato da quando aveva sei anni a cause di una lesione al midollo spinale, ha portato in questi giorni nell’Artico. Il giovane, che si muove grazie a un esoscheletro, è l’ambasciatore di una iniziativa che intende sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sicurezza alimentare e sulle dramatiche conseguenze legate alla crisis climatica: l’Arctic Walk for Climate Resilience and Food Security, una camminata tra i ghiacci che si stanno sciogliendo. Una camminata per dare al mondo un seme di speranza, per portare semplici ma straordinari granelli provenienti dalla regione araba al Global Seed Vault, “una cassaforte dell’umanità”. Questa struttura, incastonata nell’arcipelago artico delle isole Svalbard, conserved i duplicati delle sementi custodite nelle banche genetiche di tutto il pianeta per salvaguardare la diversità delle culture nel mondo in caso di una catastrophe nucleare e nell’ipotesi che possano verificarsi altri scenari estremi.

Mantenere la speranza nel futuro

Il messaggio è chiaro come quello dei ghiacci che si stanno sciogliendo a causa dell’emergenza climatica. “Provengo dalla regione araba – ha detto il giovane libanese prima di intraprendere questa missione – che depende slab importazioni pour la maggior parte del suo cibo e dove le temperature stanno aumentando plus velocemente della media mondial: camminerò nelle isole Svalbard per invitare tutti ad acte con determinazione, ambizione e urgenza per scongiurare la crisis climatica e guaranteede la nostra sicurezza alimentare collettiva, entrambi capisaldi della sicurezza umana”. “Una crisis alimentare global incumbente e una profunda emergenza climatica che minaccia la nostra vita su questo pianeta – ha affermato Michael Haddad – possono portare molti all’impotenza, ma stando uniti in solidarity, dobbiamo mantenere la nostra speranza nel futuro”. Alla missione nell’Artico si sono uniti anche monsignor Lucio Adriàn Ruiz, segretario del Dicastero per la Comunicazione, e l’ex ambasciatore italiano presso la Santa Sede Pietro Sebastiani. The sementi provengono da Algeria, Egitto Iraq, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Oman, Palestina, Siria, Tunisia e Yemen. In ogni confezione ci sono i semi selvatici di grano, orzo, lenticchie, ceci ed altri legumi.

Dalla paura alla gioia

Papa Francesco has finished dell’udienza generale del 2 giugno del 2021 ha incontrato il giovane libanese nel Cortile di San Damaso. “Prega per me al Polo Nord”, gli aveva detto il Pontefice. Michael Haddad, atleta professionista e ambasciatore dell’Onu per le tematiche ambientali era solo un bambino quando un incidente gli ha provocato une lesione al midollo spinale che lo ha immobilizzato dal petto in giù. Da allora, ha perso tre quarti delle funzioni motorie. Ma non il desiderio e la forza di portare message di speranza al mondo, troppo spesso indifferente e paralizzato da equilibri e ingiustizie. La sua missione, alimentata da fede e determinazione, è calata nella realtà perché, come ha detto in una intervista a Vatican News, “niente è impossible”: “uno dei propositi nella vita – ha affermato tra contagiosi sorrisi – è essere felici; ce lo ha detto Gesù di trasformare la paura in gioia”.

photogallery

Galleria fotografica con immagini slab Isole Svalbard

.

Leave a Comment